La linea di produzione di impianti prima pioggia VPP” si differenzia in:
- Impianti prima pioggia VPP-AC
- Impianti prima pioggia VPP-DS
- Vasche di accumulo VAPP
La salvaguardia dell’ambiente è un’esigenza prioritaria per tutti i paesi industrialmente avanzati e pertanto la ricerca di soluzioni ai vari problemi derivanti dall’inquinamento è uno dei più importanti obbiettivi da perseguire.
Le acque piovane che scorrono sulle superfici impermeabili scoperte degli insediamenti, raccolgono tutte le sostanze inquinanti ivi depositate quali polvere, sostanze organiche, residui vegetali, oli e idrocarburi.
L’entità dell’inquinamento da acque di dilavamento dipende sostanzialmente da molteplici aspetti quali:
- intensità dell’evento meteorico;
- dalla distanza dall’ultimo evento piovoso;
- dal tipo e dallo stato della superficie dilavata;
- dal tipo di mezzi normalmente in transito sull’area;
- dalla distanza da attività produttive con particolari emissioni atmosferiche;
- dalla vicinanza di aree destinate a deposito di sostanze inquinanti.
Le acque maggiormente inquinate sono quelle relative alla prima frazione di ogni evento meteorico che trascinano con sé la maggior quantità di materiale inquinante presente sulla superficie.
Oltre all’inquinamento, un altro problema riscontrato è quello del sovraccarico cui sono sottoposte le fognature durante gli eventi piovosi, a causa della crescente impermeabilizzazione dei terreni che determina notevoli incrementi delle acque da smaltire.
Allo scopo di prevenire rischi idraulici ed ambientali è necessario riuscire ad individuare e quindi raccogliere l’acqua di prima pioggia per poterla stoccare in apposite vasche e quindi avviarla alla fognatura, dopo averla depurata, in un periodo successivo all’evento meteorico (48 ore dall’evento meteorico in condizioni di tempo asciutto).
Norme di riferimento e I criteri di dimensionamento adottato
- Decreto legislativo n. 152 del 03.04.2006 (Testo unico ambientale);
- Allegato 5 Decreto legislativo n. 152 del 03.04.2006;
- Decreto ministeriale del 02.05.2006 Riutilizzo delle acque reflue;
- Circolare presidente giunta regionale del Veneto n. 12 del 09.08.2002 approvata con D.G.R. del 02.08.2002;
- Tabelle allegate al Piano di Risanamento delle Acque della Regione Veneto;
- Legge Regionale Lombardia n. 62 del 27 Maggio 1985;
- Norme DIN 1999 – EN 858 Rimozione di disoleazione oli e idrocarburi dalle acque;
- UNI EN 858.
In assenza di prescrizioni diverse, viene considerata prima pioggia quella corrispondente ad un volume pari a 5 mm. di precipitazione distribuiti uniformemente sulla superficie scolante per gli eventi meteorici che si distanziano di almeno 48 ore l’uno dall’altro.
Campi di utilizzo
Gli impianti di prima pioggia, vengono impiegati, a servizio delle superfici impermeabilizzate quali :
- strade, tangenziali e autostrade;
- piazzali industriali;
- parcheggi di centri commerciali, industrie ecc.;
- stazioni di servizio e depositi di carburanti;
- impianti di rottamazione;
Per la depurazione delle acque meteoriche provenienti da superfici contaminate, Edilceem s.r.l. ha progettato e realizza una specifica linea di produzione di impianti prima pioggia “VPP” testata con prodotto certificato in marcatura CE.
Gli impianti di prima pioggia “VPP” consentono :
- la separazione delle acque di “prima pioggia”,
- l’individuazione dell’inizio e fine di un evento meteorico,
- la decantazione dei solidi sedimentabili,
- la separazione degli oli e/o idrocarburi non emulsionati mediante flottazione,
- il recupero degli oli e/o idrocarburi senza presenza di acqua,
- lo smaltimento dell’acqua di prima pioggia nelle 48 ore successive alla precipitazione.
Gli impianti di prima pioggia “VPP” sono costituiti da vasche prefabbricate a sezione rettangolare di tipo monoblocco, progettate per l’impiego in presenza di carichi stradali di prima categoria e sono sostanzialmente composti da :
- pozzetto scolmatore con sistema di sfioro per la separazione delle acque di prima pioggia da quelle eccedenti;
- tubazione di sfioro delle acque eccedenti a quelle di prima pioggia – bypass
- griglia per la separazione del materiale solido leggero galleggiante
- vano dissabbiatore per la separazione di sabbie e fanghi;
- vasca di accumulo dove avviene la separazione degli oli e idrocarburi non emulsionati mediante flottazione;
- vano per la raccolta di oli e/o idrocarburi
- filtro a coalescenza
- elettropompa sommergibile;
- quadro elettrico di controllo e comando.
L’impianto “VPP”
L’impianto prima pioggia “VPP” è composto da una o più vasche prefabbricate in c.a.v., monoblocco, suddivisa in i tre scomparti.
In ingresso, a monte dell’impianto, un pozzetto scolmatore consente di regolare la quantità d’acqua in ingresso nella vasca, convogliando il volume d’acqua eccedente alla capacità massima verso una tubazione di bypass.
Nel primo comparto, una griglia metallica separa e raccoglie i detriti solidi leggeri in modo da evitare che questi possano compromettere la raccolta degli oli o danneggiare gli organi meccanici dell’elettropompa sommersa.
La griglia è montata su apposite guide in acciaio che ne consentono la rimozione dall’esterno per una rapida ed efficace pulizia.
Il fondo è rialzato al livello di minimo invaso, cioè al livello dell’acqua a vasca svuotata dopo l’evento meteorico.
In questo modo si evita che nel vano si accumulino dei fanghi, facilitando la manutenzione dell’impianto stesso.
Nel secondo comparto, una volta che il livello dell’acqua si è stabilizzato, avviene la sedimentazione della sabbia e dei fanghi presenti in sospensione mentre le particelle d’olio, con peso specifico inferiore dell’acqua, risalgono in superficie.
Il setto separatore posto tra il secondo e terzo comparto fa si che le particelle depositate in superficie vengano quì trattenute.
Le acque di prima pioggia, prima di essere riversate nella condotta fognaria, vengono trattenute nella vasca di accumulo per un periodo di 48 ore, tale da garantire un eccellente grado di depurazione dell’acqua stessa.
Un ulteriore setto separatore con filtro a coalescenza, posizionato a monte dell’elettropompa, garantise un’ulteriore depurazione dell’acqua da particelle d’olio e/o idrocarburi che per le ridotte dimensioni possano trovarsi ancora in emulsione nell’acqua.
Nella parte finale dell’impianto è installata l’elettropompa sommergibile che permetterà di rimettere in circolo l’acqua depurata una volta che l’evento meteorico è terminato.
L’elettropompa va installata in modo che i fanghi depositati sul fondo della vasca non possano raggiungere le parti meccaniche compromettendone il corretto funzionamento.
Prima dello svuotamento, agendo su apposita valvola di scarico sarà possibile far defluire e raccogliere in apposito contenitore posto all’interno o all’esterno della vasca, l’olio presente sulla superficie.
Uno scarico di sicurezza, posizionato nella parte finale dell’impianto al livello di massimo invaso, evita il verificarsi di situazioni di criticità.
La capacità di accumulo, è garantita dalla possibilità di impiegare più vasche “VAPP” che qual’ora collegate in serie, consentono di ottenere sistemi per qualsiasi capacità.
Rilancio automatico delle acque di prima pioggia
Il quadro elettrico di controllo e comando è senza dubbio la parte più importante dell’impianto in quanto finalizzata a:
- rilevare l’inizio della precipitazione;
- dettare i tempi di reimmissione in rete delle acque di prima pioggia;
- determinare la fine dell’evento atmosferico;
- attivare l’elettropompa ad immersione per la reimmisione nella rete fognaria delle acque di prima pioggia.
L’inizio della precipitazione è rilevato da un sensore pioggia posto in corrispondenza del pozzetto scolmatore o in prossimità del quadro elettrico.
Trascorso un intervallo di tempo di 48 ore dalla fine dell’evento meteorico, il quadro elettrico darà l’impulso all’elettropompa affinchè l’acqua di prima pioggia stoccata nella vasca, venga rimessa in circolo nella condotta fognaria o in assenza di quest’ultima, inviata all’impianto di depurazione.
Qual’ora nelle 48 ore dalla fine dell’evento meteorico, si verificasse una nuova precipitazione, il sensore pioggia azzererà il meccanismo di scarico ed il conteggio ricomincerà da capo.
L’elettropompa sarà regolata dal sistema elettrico in modo che lo scarico delle acque stoccate nelle vasche avvenga in 12/48 ore dal termine delle precipitazioni per non sovraccaricare la rete fognaria comunale o l’impianto di trattamento.
Gli accessori
Su richiesta, in presenza di specifiche richieste progettuali è possibile personalizzare l’impianto in funzione al volume di progetto con una serie completa di accessori quali:
- Dispositivi per l’estrazione automatica degli oli;
- Dispositivi di avvertimento acustico/visivo al raggiungimento livello max oli e/o idrocarburi;
- Dispositivo di svuotamento oli con asta di comando telescopica;
- Valvola di chiusura antiriflusso a galleggiante;
- Gradini alla marinara per ispezione interna alla vasca
- Trattamento delle pareti interne con vernici e/o resine protettive.
Eventuali problematiche particolari possono essere risolte con specifico prodotto.
I vantaggi
L’utilizzo di un impianto di prima pioggia VPP consente lo stoccaggio delle prime acque di dilavamento di piazzali e parcheggi, con un eccellente grado di depurazione delle acque sia dai sedimenti solidi, che da oli e/o idrocarburi leggeri.
Una volta dimensionato il volume di stoccaggio, questo viene utilizzato senza l’intervento di organi elettromeccanici.
Una derivazione di troppo pieno evita che si accumuli un maggior volume rispetto a quello previsto, in questo modo si riduce la possibilità di malfunzionamento dell’impianto stesso.
Le manutenzioni sono facilitate in quanto avvengono dall’esterno.
Non necessita di frequenti manutenzioni.
La linea di produzione impianti di prima pioggia “ VPP” identifica le seguenti tipologie di prodotto:
- Impianti prima pioggia VPP-AC
- Impianti prima pioggia VPP-DS
- Vasche di accumulo VAPP
VPP-AC SCHEDA TECNICA
VPP-DS SCHEDA TECNICA
Tel. : 0422 725109 - Fax : 0422 881891 - E-mail : info@edilceem.it - Codice Fiscale, P.IVA e Registro Imprese di Treviso Nr. : 01735870261



